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LAVORI E DANNI AL VICINO DI CASA: CHI PAGA?

lavori in casa

Lavori in casa: chi è responsabile quando, durante i lavori, si rompe una tubazione dell’appartamento vicino? Il proprietario di casa o l’impresa? Uno di questi casi è stato affrontato in sede giuridica proprio di recente.

La Terza sezione civile della Corte di Cassazione ha emesso il verdetto (sentenza numero 21977 del 12 luglio 2022) mettendo un punto rispetto a situazioni complesse come questa.

Il caso portato in Tribunale

Nel 2011, il titolare di un appartamento di Milano, facente parte di un condominio, decise di affidare ad alcune imprese l’incarico di ristrutturare il suo immobile.

Durante i lavori, è stato danneggiato l’appartamento sottostante, che subiva infiltrazioni d’acqua. Queste perdite hanno danneggiato il soffitto e l’impianto elettrico. Il condomino danneggiato si rivolse al Tribunale pretendendo dal proprietario dell’immobile soprastante il risarcimento dei danni.

Il proprietario citato per danni chiese al giudice il rigetto della richiesta per poter chiamare in causa le imprese che stavano realizzando le opere nel suo appartamento al momento dell’allagamento. Pensava di non avere alcuna responsabilità.

Dopo i vari gradi di giudizio (Tribunale e Corte d’Appello che davano ragione al proprietario citato per danni) si è arrivati alla Suprema Corte.

Danni all’appartamento del vicino: cosa ha deciso la Cassazione?

Sorprendentemente, la Corte ha dato ragione al ricorrente che ha fatto appello contro le decisioni di Tribunale e Appello. I giudici supremi hanno fatto prevalere il principio contenuto nell’articolo 2051 del Codice civile che, in questo caso, individua il proprietario affidatario dei lavori quale “custode della cosa”, quindi responsabile in primis.

Perciò, il proprietario di un appartamento risponde dei danni causati anche da terzi, in questo caso dalla rottura di una tubazione provocata dall’appaltatore a cui sono stati affidati i lavori di restauro.

Inoltre, stando all’articolo, non importa se il danno sia stato arrecato perché le tubature risultano guaste per vetustà o perché danneggiate dall’azione dei lavori dell’uomo.

Nell’uno, come nell’altro caso, infatti, grava pur sempre sul custode l’onere di vigilare affinché la propria cosa non arrechi danno a terzi. Il custode è il proprietario che affida i lavori. E la responsabilità del custode non può escludersi per il solo fatto che questi abbia affidato a terzi lavori di restauro.

Bisogna vigilare quando si affidano lavori in casa propria

Il consiglio che gli esperti danno è quello di seguire con attenzione i lavori che affidiamo in casa, documentandone le fasi e lo svolgimento.

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