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BOLLETTE DI GAS E LUCE: DAL 1° OTTOBRE SI RISCHIANO AUMENTI FINO AL 30%

bollette luce e gas

Bollette gas e luce: le stime dell’Arera, cioè l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, previste per il 1°ottobre non sono rosee. Il costo delle bollette cresce e si potrebbe preannunciare un autunno più oneroso per i consumatori italiani.

Rincari per gas ed elettricità

L’allarme sui rincari era già stato diffuso dall’Enea – l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile – nell’Analisi trimestrale del sistema elettrico, che metteva in luce il forte aumento dei consumi di luce e gas, costi e anche emissioni di CO2 già dalla prima metà dell’anno.

L’anno termico, cioè la durata convenzionale del contratto per la fornitura energetica, parte dal 1° ottobre per concludersi il 30 settembre. Quindi proprio tra pochi giorni l’Arera, aggiornerà le tariffe di corrente elettrica e gas, con costi che potrebbero aumentare rispettivamente del +20% e del +30%.

Preoccupazione per consumatori e imprese

Anche il prezzo dei carburanti subisce una lieve crescita, ma in questo caso la responsabilità dell’aumento è da attribuirsi alle penalizzazioni fiscali.

Chiaramente questi rincari, oltre a preoccupare tutti i singoli cittadini, destano l’attenzione di molte imprese, dai grandi consumatori elettrici -come le aziende del settore chimico e della lavorazione dei metalli, l’industria cartaria, la produzione del vetro e la ceramica: attività che hanno la corrente elettrica come voce principale tra i consumi – alle imprese piccole e medie.

Le rinnovabili crescono

Sta salendo il valore in Borsa delle rinnovabili e la preferenza crescente verso le fonti energetiche prive di emissioni di anidride carbonica risulta evidente anche dal Bilancio di sostenibilità dell’Enel. Bilancio che documenta il processo di decarbonizzazione: dal 2020 l’azienda ha abbassato il consumo di carbone dal 16,4 al 6,3% e aumentato la produzione.

Numeri alla mano il contributo delle fonti energetiche senza CO2 (il contributo del nucleare ovviamente non avviene in Italia) è passato dal 54,9% del 2019 al 63,4% del 2020.

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