Spese condominiali detraibili
Le spese condominiali possono rappresentare non solo un costo, ma anche un’opportunità di risparmio fiscale, se gestite correttamente. Molti contribuenti si chiedono quali siano le spese condominiali detraibili e in che misura sia possibile recuperarle dalle tasse.
Nella maggior parte dei casi, le spese sostenute per i costi di gestione del condominio consentono di beneficiare di una detrazione pari al 50% degli importi pagati e si tratta di una percentuale decisamente superiore rispetto al 19% generalmente previsto per gran parte delle altre detrazioni IRPEF.
Quali sono le spese condominiali detraibili nel 2026?
Tra le opportunità di risparmio fiscale previste attualmente dall’ordinamento italiano ci sono anche le detrazioni legate alle spese relative al condominio. Per capire chi può accedere ai benefici, anche in caso di comodato, è utile consultare la normativa sulle detrazioni fiscali per il comodatario. Non tutte le spese condominiali sono detraibili nel 730 e a tal proposito è opportuno fare una distinzione tra due tipologie chiave di spesa.
Le spese ordinarie, come ad esempio la pulizia e la luce delle scale, non si possono detrarre dalle tasse, mentre è possibile per quelle legate a interventi specifici sugli edifici, come ristrutturazione, riqualificazione energetica o manutenzione straordinaria. Secondo l’Agenzia delle Entrate le spese condominiali detraibili sono:
- ristrutturazioni edilizie (bonus casa): interventi di manutenzione straordinaria sulle parti comuni del condominio, come rifacimento della facciata, sistemazione del tetto, sostituzione di impianti comuni, interventi su scale e ascensori;
- ecobonus: interventi per migliorare l’efficienza energetica dell’edificio, tra cui: l’isolamento termico (cappotto), la sostituzione di impianti di riscaldamento, l’installazione di pannelli solari e gli infissi nelle parti comuni;
- sismabonus: spese per la messa in sicurezza di edifici situati in zone sismiche, con particolare riferimento ai interventi di consolidamento strutturale e di miglioramento antisismico;
- superbonus: la detrazione spetta solo se la domanda o l’istanza dei lavori è stata presentata entro la fine del 2024, diversamente è riconosciuta solo ai condomini dei territori colpiti da eventi sismici verificatisi nelle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria negli anni passati;
- bonus barriere architettoniche: per le spese fino al 31 dicembre 2025 è possibile detrarre una quota relativa agli interventi che migliorano l’accessibilità degli edifici, quali l’installazione di ascensori, montascale e rampe per disabili.
Quanto si recupera dalle spese condominiali?
Per capire quanto si può detrarre dalle spese condominiali, è bene sapere che dipende da tre fattori principali: tipologia di intervento, aliquota di detrazione prevista e quota millesimale del condomino. Analizzando le spese condominiali detraibili nel 2026, le percentuali di detrazione sono le seguenti:
- ristrutturazioni edilizie: 50% con limite massimo di 96.000 euro per unità immobiliare;
- ecobonus: 50%-36%, con limite massimo che può variare in base all’intervento da un minimo di 30.000 euro fino a un massimo di 136.000 euro per unità immobiliare;
- sismabonus: 50%-36%, con limite di spesa variabile tra 96.000 e 136.000 euro, in base alla tipologia dell’intervento realizzato;
- superbonus: 110% solo per la ricostruzione post-sisma del 2009 e del 2015, mentre la detrazione è pari al 70% per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2024 e al 65% per quelle effettuate nel 2025;
- bonus barriere architettoniche: 75% per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2025.
Come posso recuperare le spese condominiali dalle tasse?
Per recuperare le spese condominiali dalle tasse è fondamentale non commettere errori, in modo da ottenere correttamente il beneficio fiscale. Le detrazioni delle spese condominiali straordinarie sono possibili, infatti, solo se si seguono determinate regole.
In primis è fondamentale la certificazione delle spese condominiali detraibili e in questo ha un ruolo chiave l’amministratore di condominio, che entro il 16 marzo di ogni anno deve comunicare all’Agenzia delle Entrate l’ammontare delle spese sostenute e la quota spettante ai singoli condomini. È compito inoltre dell’amministratore, fornire annualmente un documento contenente l’importo pagato da ciascun condomino, la tipologia di intervento e la quota detraibile.
Le spese condominiali detraibili vanno inserite nei righi da E41 a E53 del 730, nel Quadro E – Oneri e spese, Sezione III A. Per poter beneficiare delle detrazioni, è necessario che i pagamenti siano stati effettuati correttamente, tramite bonifico parlante, quando richiesto, oppure tramite i sistemi gestiti dall’amministratore ed è necessario che il condomino abbia versato regolarmente la propria quota. È utile, in ogni caso, conoscere le novità del modello 730/2026, per sapere con esattezza cossa cambia e cosa si può scaricare.
Questo contenuto ha scopo informativo e gratuito e non ha valore prescrittivo.