Seconda casa: agevolazioni e pagamento Tari
Possedere una seconda casa è un sogno per molti, ma comporta anche obblighi fiscali che non vanno sottovalutati. Tra questi, uno dei più importanti riguarda la Tari, la tassa sui rifiuti urbani, destinata a finanziare la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti prodotti dalle abitazioni: il suo calcolo può risultare problematico per chi possiede una casa utilizzata solo per vacanze o per pochi mesi l’anno.
Scopriamo quando è possibile ottenere esenzioni o riduzioni della Tari sulla seconda casa e quali strumenti normativi e pratici permettono di beneficiarne.
Cos’è la Tari e chi deve pagarla
La Tari, introdotta dalla legge n. 147/2013, è il tributo comunale che copre i costi della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti. A differenza dell’Imu, non prevede esenzioni automatiche per la prima casa, salvo casi specifici. La tassa si applica a chiunque possieda o detenga locali o aree suscettibili di produrre rifiuti urbani, a prescindere dall’uso che se ne fa.
In linea generale, il pagamento della Tari è obbligatorio sia per le abitazioni principali che per le seconde case, comprese quelle disabitate o utilizzate saltuariamente. Tuttavia, la legge consente ai Comuni di stabilire riduzioni o esenzioni, soprattutto per immobili non abitati per lunghi periodi o destinati esclusivamente a uso stagionale.
Cosa significa seconda casa
Il termine “seconda casa” si riferisce a un immobile posseduto da una persona o da una famiglia che non è la sua abitazione principale, cioè non rappresenta il luogo in cui il proprietario vive abitualmente.
In pratica, la prima casa è l’abitazione principale, quella in cui si risiede la maggior parte dell’anno. La seconda casa invece è un’abitazione aggiuntiva, spesso utilizzata per vacanze, investimenti o affitti, e può essere situata in un’altra città o località turistica.
Come viene calcolata la Tari sulle seconde case
La Tari viene calcolata sulla base della superficie dell’immobile e del numero di occupanti, senza considerare la reale produzione di rifiuti. In alcuni Comuni tuttavia, si sperimentano sistemi di Tariffa Puntuale (TARIP), in cui la tassa è proporzionale alla quantità di rifiuti effettivamente prodotti. Questi sistemi prevedono, ad esempio:
- bidoni collegati a tessere personali che registrano il peso dei rifiuti conferiti;
- contatori che rilevano il numero di svuotamenti dei bidoni in raccolta porta a porta.
Nonostante queste innovazioni, nella maggior parte dei Comuni italiani il calcolo della Tari sulle seconde case, così come sulle prime, segue ancora criteri tradizionali.
Tari seconde case vuote e inagibili: si paga?
Per le seconde case non abitate o inagibili, i Comuni possono concedere esenzioni o riduzioni della Tari. La condizione fondamentale è che l’immobile risulti inabitabile, realmente inutilizzabile o vuoto. Gli elementi necessari per dimostrare che la casa è effettivamente disabitata sono:
- assenza di utenze attive: luce, gas e acqua non devono essere in funzione;
- mancanza di arredi: l’immobile deve essere privo di mobili e altri beni che ne consentano l’uso;
- certificazione dell’inagibilità: in alcuni casi può essere richiesta una relazione tecnica di un professionista o un’autocertificazione del proprietario.
Se questi requisiti sono rispettati, il Comune può riconoscere l’esonero totale dal pagamento della Tari o una significativa riduzione della quota dovuta. Il consiglio è verificare direttamente cosa ha deciso il proprio comune di appartenenze nel regolamento relativo alla tassa.
Seconda casa affittata: chi paga la Tari?
Se la seconda casa è affittata stabilmente con regolare contratto di locazione, la Tari deve essere versata dall’inquilino. Solo se l’affitto è breve, ossia non supera i 30 giorni nell’arco di un anno solare, la tassa sui rifiuti rimane in capo al proprietario.
Se la seconda casa è affittata solo per periodi limitati, ad esempio durante le vacanze estive o invernali, la Tari la deve pagare il proprietario dell’immobile che però può ottenere uno sconto sulla Tari proporzionato all’uso effettivo dell’immobile.
Un caso significativo riguarda la sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Massa Carrara (n. 182/2017), che ha stabilito che il Comune non può applicare lo stesso importo della Tari previsto per i residenti ai proprietari di seconde case utilizzate saltuariamente. La riduzione può arrivare fino al 30% della quota variabile della Tari, in relazione ai mesi di effettivo utilizzo dell’immobile.
Tari seconda casa: quando scattano sconti ed esenzioni
Oltre alle riduzioni per inagibilità o uso stagionale, è possibile ottenere sconti Tari se il servizio di raccolta non è stato regolarmente erogato. In particolare, la riduzione può arrivare fino all’80% della tariffa annua se il servizio di ritiro dei rifiuti non è stato fornito per un periodo prolungato.
Per immobili situati in aree senza raccolta vicina (assenza di cassonetti), lo sconto può arrivare fino al 60%, proporzionato alla distanza dal punto di raccolta più vicino. In questi casi, la prova della mancata erogazione del servizio spetta al contribuente, secondo quanto stabilito dalla Corte di Cassazione (sentenza n. 5433/2023).
E’ consigliabile sempre verificare le disposizioni del proprio Comune di appartenenza per capire quando e come si può fruire degli sconti.
Bonus sociale rifiuti: sconto del 25% sulla Tari
Per concludere si ricorda che a partire dal 2026, entrerà in vigore un nuovo bonus sociale rifiuti che riconosce uno sconto del 25% sulla Tari per circa 4 milioni di famiglie in condizioni di disagio economico. La misura sarà applicata automaticamente ai nuclei familiari con ISEE inferiore a 9.530 euro, oppure sotto i 20.000 euro per le famiglie numerose con almeno quattro figli a carico.
Il bonus si aggiunge a quelli già esistenti relativi a energia elettrica, gas e acqua, offrendo un ulteriore sostegno nella spesa per i servizi essenziali. Grazie alla delibera 355/2025/R/rif dell’Autorità, lo sconto sarà applicato senza necessità di presentare richiesta: basterà aver trasmesso all’INPS la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) e avere un ISEE entro le soglie stabilite.
Poiché la Tari viene calcolata annualmente, lo sconto sarà applicato nell’anno successivo a quello della presentazione dell’ISEE: ad esempio, le famiglie con ISEE sotto soglia nel 2025 riceveranno lo sconto sulla Tari nel 2026. Questa iniziativa rappresenta un importante passo avanti nel sostegno alle famiglie a basso reddito, riducendo direttamente il peso della tassa sui rifiuti.
Questo contenuto ha scopo informativo e gratuito e non ha valore prescrittivo.