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Cosa si rischia se il cane abbaia in condominio

Cosa si rischia se il cane abbaia in condominio

La libertà di avere un animale domestico è tutelata dalla legge – in particolare, l’art. 1138 c.c., modificato dalla legge 220/2012, prevede che il regolamento condominiale non possa vietare la detenzione di animali – è altrettanto vero che nessuno è autorizzato a perdere il controllo e diventare aggressivo verso i proprietari dell’animale.

L’abbaiare può essere molesto, ma non giustifica atteggiamenti offensivi, minacce o persecuzioni: chi reagisce in questo modo rischia di passare dalla parte del torto.

Cosa fare se il cane abbaia in condominio

l punto di partenza, in ogni caso, è capire perché il cane abbaia, il proprietario deve impegnarsi a ridurre il disturbo con più passeggiate, tempo di presenza, addestramento, o ricorso a un educatore cinofilo.

Se i vicini si lamentano, la cosa migliore è ascoltare e dialogare: dimostrare disponibilità, riconoscere il disagio e cercare soluzioni condivise.

Dall’altra parte, chi subisce il disturbo non deve reagire con rabbia. È legittimo chiedere che il rumore cessi, ma solo con gli strumenti corretti: una segnalazione all’amministratore, una lettera cortese al proprietario o, se il problema persiste, una verifica da parte della polizia locale. 

Cosa fare se la situazione degenera

È possibile richiedere al giudice misure urgenti ai sensi dell’art. 700 c.p.c. per ottenere un provvedimento di cessazione del disturbo.

Le conseguenze legali non riguardano solo chi lascia abbaiare il cane senza controllo.

Se l’abbaiare è continuo, protratto e supera la “normale tollerabilità” prevista dall’art. 844 c.c. (che disciplina le immissioni), allora il proprietario può essere chiamato a far cessare le immissioni rumorose, in via cautelare e d’urgenza, e nei casi più gravi a risarcire i danni.

Chi invece reagisce in modo improprio corre rischi seri. Offendere, minacciare o perseguitare il vicino che possiede un cane non è “sfogo”, ma può integrare reati come le molestie (art. 660 c.p.), le minacce (art. 612 c.p.) o, se le condotte sono reiterate e causano paura o ansia, persino atti persecutori (art. 612-bis c.p.). In questi casi, il proprietario del cane diventa a sua volta vittima, e può sporgere denuncia.

Se il cane abbaia in condominio, il proprietario deve assumersi le proprie responsabilità e limitare i disturbi, ma i vicini devono mantenere rispetto e misura. Nessuna esasperazione, nessuna aggressività: solo il dialogo, la comprensione e, se necessario, l’intervento delle autorità competenti possono risolvere la questione nel rispetto della legge e della buona convivenza.

Questo contenuto ha scopo informativo e gratuito e non ha valore prescrittivo.

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