Quanto tempo ho a disposizione per cambiare residenza dopo il rogito
Il giorno del rogito è la sensazione più bella in assoluto dove finalmente si realizza il sogno tanto atteso di avere una casa tutta propria.
Poi arriva il momento in cui l’entusiasmo lascia spazio ai primi adempimenti: utenze, tasse, documenti e, soprattutto, la residenza.
È qui che nascono i dubbi che è meglio affrontare bene sin da subito quali sono i tempi ed i passaggi burocratici da effettuare per evitare errori che possono costare caro, in imposte da restituire e sanzioni.
Ecco cosa fare nell’immediato
- chiedere al notaio la dichiarazione di avvenuta stipula: è un certificato che attesta il rogito in attesa della copia autentica, utile per pratiche di residenza e volture;
- verificare registrazione e voltura catastale: entro circa 30 giorni il notaio deve registrare l’atto all’Agenzia
- delle Entrate e trascriverlo nei registri immobiliari. È prudente controllare che tutto sia andato a buon fine;
- gestire le utenze (luce, gas, acqua, internet): fare la voltura dei contratti chiedendo al venditore una bolletta per ogni fornitura, con POD, PDR e codice cliente. Se i contatori sono attivi, è importante annotare le letture nel verbale di consegna;
- occuparsi di TARI e tasse locali: comunicare al Comune il nuovo occupante per la tassa rifiuti e chiudere l’eventuale posizione precedente, perché il cambio di residenza non disdice automaticamente la TARI nel vecchio Comune;
- avvisare l’amministratore di condominio: comunicare i propri dati e ricevere informazioni su regolamento, spese deliberate e eventuali contenziosi in corso;
- aggiornare i contatti: informare banche, assicurazioni, datore di lavoro, medico di base e servizi in abbonamento del nuovo indirizzo, soprattutto se si cambia Comune di residenza.
Entro quanto tempo bisogna cambiare residenza dopo il rogito
Quando la residenza viene trasferita proprio nell’immobile acquistato, la casa diventa abitazione principale. Per questo è importante rispettare le tempistiche previste per il cambio di residenza.
La normativa sulla residenza prevede che il cambio sia comunicato all’Ufficio Anagrafe entro 20 giorni da quando ci si trasferisce realmente nella nuova abitazione.
La domanda si può presentare allo sportello, via PEC o tramite i servizi online del Comune, allegando documento d’identità, codice fiscale e, se richiesto, copia del rogito notarile.
Il Comune ha fino a 45 giorni per i controlli per verificare che realmente si abiti nell’immobile dichiarato come residenza principale.
Entro 18 mesi dal rogito per l’agevolazione “prima casa”
Chi acquista con le agevolazioni “prima casa” deve trasferire la residenza nel Comune dove si trova l’immobile entro 18 mesi dalla data del rogito.
Non è obbligatorio avere subito la residenza nello stesso appartamento, infatti se la residenza è già nello stesso Comune dell’immobile, il requisito è già soddisfatto e non serve spostarla, a meno che non si voglia trasformare l’alloggio in abitazione principale per IMU e altri benefici.
Il cambio di residenza dopo la firma del rogito è importante per i seguenti motivi:
- per mantenere le agevolazioni “prima casa”: per non perdere le agevolazioni “prima casa” è importante rispettare il termine dei 18 mesi per il trasferimento nel Comune; un eventuale successivo spostamento di residenza, trascorso quel periodo, non rientra di per sé tra le cause di decadenza. Chi non trasferisce la residenza nel Comune entro 18 mesi rischia di decadere dai benefici, dovendo pagare la differenza tra imposte ridotte e imposte ordinarie, con una sanzione che può arrivare al 30% sulla differenza, oltre agli interessi;
- per accedere all’esenzione IMU e agli altri benefici sull’abitazione principale: residenza anagrafica e dimora abituale devono coincidere; se si risulta residenti ma si vive altrove, l’esenzione può essere contestata;
- per detrarre gli interessi del mutuo: la possibilità di detrarre il 19% degli interessi passivi per l’acquisto dell’abitazione principale decorre dal momento in cui si trasferisce la residenza nell’immobile. I mesi precedenti non sono recuperabili;
- per evitare sanzioni amministrative: il mancato rispetto del termine dei 20 giorni per comunicare il trasferimento può comportare multe da parte del Comune;
- per non incorrere in dichiarazioni false: dichiarare in atto l’intenzione di trasferire la residenza senza volerlo davvero può integrare anche un’ipotesi di reato, oltre a una violazione fiscale.
Questo contenuto ha scopo informativo e gratuito e non ha valore prescrittivo.