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Plusvalenza e imposta sostitutiva: quando e come si applicano

Plusvalenza e imposta sostitutiva

La plusvalenza è la differenza tra il prezzo di vendita e il precedente prezzo di acquisto.

La tassazione è sempre esclusa quando trascorrono più di 5 anni tra l’acquisto e la vendita.

Se il tempo trascorso è più breve, si pagano imposte perché il fisco presume che l’intento dell’operazione sia speculativo.

Abbiamo detto che su questa plusvalenza si paga l’IRPEF.

L’IRPEF è un’imposta progressiva, e le aliquote cambiano in relazione al nostro reddito complessivo:

  • per i redditi sino a 28 mila euro, l’aliquota è del 23%;
  • per i redditi da 28 mila e 50 mila euro, l’aliquota è del 35%.
  • per i redditi oltre i 50 mila euro, l’aliquota è del 43%.

Se noi non scegliamo di pagare l’imposta sostitutiva del 26%, quindi, pagheremo l’IRPEF in base al nostro reddito complessivo

Tasse per vendere casa: le differenze tra prima e seconda casa

Ci sono significative differenze tra immobili adibiti ad abitazione principale per la maggior parte del periodo di possesso e altri immobili.

Se si tratta di una “prima casa”, l’eventuale plusvalenza non è tassata neppure se la vendita avviene prima dei 5 anni dall’acquisto o dalla costruzione.

In sostanza, non ci sono tasse da pagare per vendere casa.

Se la vendita avviene prima dei 5 anni, si perdono i benefici fiscali per l’acquisto della prima casa.

In quello specifico caso si deve restituire il vantaggio fiscale conseguito per l’imposta di Registro o per l’IVA (se avevamo acquistato da un’impresa).

Inoltre, è prevista una sanzione pari al 30% del vantaggio indebitamente goduto.

Se, tuttavia, acquistiamo entro un anno dalla vendita un altro immobile da adibire ad abitazione principale, non è prevista la perdita dei vantaggi fiscali.

Per le “seconde case”, invece, le tasse sulla vendita immobiliare sono previste solo se sono trascorsi meno di 5 anni tra l’acquisto e la vendita.

Esenzioni fiscali: quando non si pagano tasse sulla vendita

Non sempre si applica la tassazione nelle vendite immobiliari.

I casi nei quali la tassazione è esclusa sono:

  • vendita della “prima casa”, indipendentemente dal tempo trascorso tra acquisto e vendita;
  • vendita di immobili diversi dalla “prima casa”, se sono trascorsi oltre 5 anni tra acquisto e vendita;
  • vendita di immobili ricevuti per via ereditaria, indipendentemente dal tempo trascorso tra successione e vendita.

Come calcolare le tasse sulla vendita di un immobile

Abbiamo sino ad ora visto quando la plusvalenza è tassata e quando è esente, e sappiamo che, quando è tassata, possiamo scegliere tra IRPEF ordinaria e imposta sostitutiva del 26%.

Se la plusvalenza è imponibile e decidiamo di tassarla con IRPEF ordinaria, l’ammontare dell’imposta dipende dal nostro reddito complessivo.

Prima di decidere se chiedere al Notaio la tassazione con imposta sostitutiva, quindi, fatevi assistere dal vostro professionista di fiducia che, sulla base della vostra specifica situazione, saprà consigliarvi la scelta più conveniente per voi.

Questo contenuto ha scopo informativo e gratuito e non ha valore prescrittivo.

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