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Tassi mutui, le previsioni dopo la riunione Bce

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Tassi di interesse ancora invariati. Lo ha deciso il presidente della Bce Mario Draghi comunicandolo nell’ultima conferenza stampa: fino all’estate 2019 la situazione, ha ribadito, dovrebbe restare stabile. Cosa significa questo per i tassi dei mutui?

Bce, tassi a zero fino all’estate 2019

I tassi di interesse Bce resteranno fermi a zero almeno fino all’estate 2019, e in ogni caso finchè l’inflazione non avrà raggiunto livelli stabili intorno al 2%. In più, pur essendo ormai concluso il Quantitative Easing, ovvero l’acquisto massiccio di titoli di Stato da parte della Bce per sostenere le economie nazionali, il presidente Draghi ha comunicato che in ogni caso i proventi dati dagli acquisti di titoli verranno reinvestiti nei mesi futuri.

La situazione di stabilità dei tassi di interesse Bce suggerisce una certa calma futura, almeno per i prossimi sei mesi, anche sul fronte mutui, come peraltro gli esperti già consultati da idealista/news si attendevano.

Previsioni per il tasso Euribor

Per quanto riguarda i mutui a tasso variabile, legati all’Euribor a tre mesi, si può notare un lieve aumento verificatosi nel tasso di riferimento passato dal minimo storico di -0,33 registrato fino a maggio 2018, al -0,31 dello scorso dicembre, da cui ancora non ci si è mossi. La scadenza a 12 mesi, invece (influente per i mutui a tasso variabile in Spagna) ha registrato un rialzo più netto aumentando da agosto ad oggi di 0,06 punti, da -0,18 a -0,12.

Quanto alle previsioni, afferma Stefano Tempera su Cercamutuo.com, “i tassi futures mostrano che l’Euribor salirà. Come abbiamo visto, un lento aumento è già in corso. Attualmente i tassi futures prevedono l’Euribor a 3 mesi sopra la soglia psicologica dello zero solo dal 2020. Sempre secondo i futures, la scadenza trimestrale dell’Euribor dovrebbe cominciare una costante crescita portandosi a quota 0,50 nel 2021 e raggiungere l’1% nel 2022”.

Previsioni per il tasso Eurirs

Il riferimento dei mutui a tasso fisso, ovvero l’Eurirs, è rimasto invece pressoché stabileper tutto il 2018: dal 15 febbraio scorso tutte le scadenze hanno registrato rialzi, in particolare un livello di 1,70 per le durate 25 e 30 anni, 1,67 per i 20 anni e 1,53 per i 15 anni. Le scadenze 20, 25 e 30 anni oscillano attualmente tra l’1,36 e l’1,56.

Al contrario dell’Euribor, l’Eurirs nel 2019 potrebbe subire più velocemente un rialzo per le aspettative di crescita dell’inflazione nell’Eurozona”, è il parere di Tempera.

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